Il territorio dell'Oltrepo' Pavese appartiene amministrativamente alla Provincia di Pavia. La sua forma ricorda un triangolo, incuneato fra Piemonte, Liguria ed Emilia. Rispetto alle altre aree della provincia (Pavese propriamente detto e Lomellina), l'Oltrepo' si caratterizza per la sua collocazione a sud (oltre il Po) e per la prevalenza di terreno collinare. Il suo confine naturale verso sud e' rappresentato dalle pendici dell'Appennino, che raggiunge le sue vette piu' elevate nel Monte Penice (1460 m) e nel Monte Lesima (1724 m).

La superficie dell'Oltrepo', di 1070 kmq, puo' essere suddivisa idealmente in tre fasce altimetriche:
Una zona bassa (al di sotto dei 200 metri sul livello del mare), comprendente la pianura costiera del Po e i primi rilievi. I maggiori centri abitati di tale fascia sono Voghera, Rivanazzano, Retorbido, Codevilla, Torrazza Coste, Montebello della Battaglia, Borgo Priolo, Redavalle, Torricella Verzate, Corvino San Quirico, Casteggio, Santa Giuletta, Broni e Stradella;
Una zona media ( fra i 200 e i 300 metri sul livello del mare), i cui maggiori centri abitati sono Ponte Nizza, Cecima, Godiasco, Calvignano, Oliva Gessi, Mornico Losana, Lirio, Pietra De' Giorgi, Cigognola, Castana, Canneto Pavese;
Una zona alta (al di sopra dei 350 metri sul livello del mare), comprendente il terrtiorio montano; i maggiori centri compresi in tale fascia sono Rocca Susella, Montesegale, Fortunago, Borgoratto Mormorolo, Montalto Pavese, Ruino, Canevino, Rocca De' Giorgi e Varzi.
Il territorio e' solcato da 4 fiumi e torrenti maggiori, con andamento sud – nord, affluenti di destra del Po. Procedendo da ovest ad est, i corsi d'acqua piu' significativi sono il fiume Staffora, che attraversa la città di Voghera, il torrente Coppa, che attraversa Casteggio, il torrente Scuropasso, che lambisce Broni, e il torrente Versa che si immette nel Po a Portalbera, non lontano da Stradella. I corsi d'acqua citati danno il nome alle corrispondenti valli (Valle Staffora, Val Coppa, Valle Scuropasso e Val Versa).
Il suolo dell'Oltrepo' presenta formazioni varie, riconducibili a diverse ere geologiche. La fascia pianeggiante costiera del Po e' di tipo alluvionale (era Quaternaria), mentre la prima fascia collinare, idealmente estesa da Montu' Beccaria a Torrazza Coste, risale all'era Terziaria. Le zone di collina e di montagna sono riconducibili al Cenozoico e al Mesozoico. Molto diffusi sono marne, calcari arenacei e gessi, cosi' come sabbia e argilla. Il clima e' temperato, con eventualità di elevate escursioni termiche. Le piogge sono di media entità, concentrate soprattutto in primavera e in autunno.

L'Oltrepo' dei castelli, segno del tempo e del paesaggio. I luoghi fortificati dell'Oltrepo' Pavese sono 55, secondo il censimento dell'architettura fortificata svolto una decina d'anni fa dalla sezione Lombarda dell'Istituto dei castelli. I castelli veri e propri, secondo tale censimento, sono 38; il rimanente numero di luoghi fortificati e' costituito da torri e caseforti. Le fortificazioni dell'Oltrepo' sorgono per lo piu' in luoghi elevati, con ampio dominio visivo sulle valli vicine. Ma il luogo elevato non e' l'unico parametro riscontrabile. Esistono infatti allineamenti fra castelli, talora anche lontani fra loro. Gli allineamenti consentivano di creare una vera e propria rete di comunicazione, per mezzo dell'uso di fiaccole, quindi di fuoco.

L'economia dell'Oltrepo' Pavese. Oltre alla produzione di vino, che caratterizza in modo identificativo il territorio, l'economia della zona e' tipicamente agricola e si basa su cereali, foraggi, ortaggi e frutta. Fra i prodotti che qualificano l'Oltrepo' Pavese, meritano menzione il Salame di Varzi DOP e i salumi in genere (coppe, pancette, cotechini), i formaggi di vacca e di capra nella zona montana, il miele, i tartufi, funghi, fagioli e ceci, peperoni e cipolle (nei dintorni di Voghera), le mele della Valle Staffora, le mandorle e le noci.
Fra le particolarità si ricorda la coltivazione di erbe officinali (lavanda, salvia, menta e melissa).

La vitivinicoltura in Oltrepò Pavese si base su quattro colonne fondamentali che ne fanno una delle zone vinicole più importanti d'Italia.
Basti pensare che già nel 222 a.c., in quel di Casteggio, durante una battaglia del Console Marco Claudio Marcello contro i Galli Insubri, la storia narra “vino buono, popolo ospitale e botti in legno molto grandi”; più di 2.000 anni fa la vite e il vino erano rpesenti in Oltrepò.

Un'altra peculiarità è la sua posizione geografica; Thierry Dussard nel suo libro“La Magie du 45e Parallèle : Latitude Idéale des Grands Vins du Monde” scrive: “il 45° parallelo è la latitudine ideale per i grandi vini del mondo: è nella fascia che va dal 40° al 50° parallelo che si incrociano la freschezza lunare del Nord e il calore solare del Sud”, bene per chi non lo sapesse il 45° parallelo attraversa l'Oltrepò Pavese nella sua fascia collinare, 45° parallelo che attraversa anche altre zone vitivinicole famose come Bordeaux in Francia e Napa Valley in California.

Altri due concetti sono alla base della vitivinicoltura dell'Oltrepò Pavese, due concetti che s'intrecciano con uno dei vitigni più famosi al mondo, il Pinot nero. Alla fine dell'800 il Conte Vistarino di Rocca De' Giorgi e il Conte Gancia iniziarono a produrre, con il metodo Champenoise (rifermentazione in bottiglia tipica dello Champagne) un vino spumante con base Pinot nero. Tutto ciò ha portato l'Oltrepò Pavese, in un secolo di storia, ad essere la terza zona mondiale per produzione di uve Pinot nero. Ancora oggi è possibile osservare qualche raro cimelio del passato etichettato con la scritta "Champagne dell'Oltrepò".

Su queste quattro colonne storiche si può riassumere la vitivinicoltura del territorio che vanta 13.500 ettari vitati e lo pone fra le prime quattro storiche Denominazioni d'Italia per estensione e volumi produttivi. Sulle colline oltrepadane i vitigni più rappresentativi, oltre al Pinot nero, sono: Croatina, Barbera, Riesling e Moscato. Il bianco più caratteristico è il Riesling; il vino della tradizione è il Bonarda, la cui produzione tocca i 20 milioni di bottiglie, un evergreen da bere in ogni momento dell'anno per creare calore e allegria, un prodotto che sorprende per piacevolezza e versatilità; il rosso più importante da un nome evocativo è il Buttafuoco che ha dato vita anche a un club di produttori.

La grande storia spumantistica del Pinot nero ha dato origine al “Cruasé'”, marchio collettivo del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, riservato ai soci, che identifica le bollicine Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG rosé da uve Pinot nero; vinificato in bianco il Pinot nero dà origine anche spumanti Metodo Classico D.O.C.G. e Medoto Martinotti (Charmat); vinificato in rosso dà origine a un vino che pur mantenendo una certa tipicità, si posiziona fra i grandi rossi internazionali. Insomma in Oltrepò Pavese si possono scoprire e gustare “tutti i colori” del Pinot nero.

Tant'è vera la storia vitivinicola dell'Oltrepò Pavese che a febbraio 2016 la Provincia di Pavia ha avviato degli incontri per discutere la costituzione di un Comitato Promotore a sostegno della candidatura dell'Oltrepò Pavese vitivinicolo a bene immateriale Unesco.